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GUIDA TURISTICA

sentiero di collegamento tra Valloriate e Paraloup



percorso segnalato intriso di storia partigiana , narrato strada facendo con l'ausilio di totem

sentiero di collegamento tra Valloriate e Paraloup


Dal museo tematico al museo diffuso: Valloriate e le sue memorie

Il Museo diffuso della memoria di ambienti montanari e partigiani nasce dall'incontro di quattro momenti museali.

1. Il Museo "Guerra e Resistenza in Valle Stura", sorto a Valloriate nel 2008, raccoglie l'eredità della mostra "Valle Stura in guerra 1940/1945", allestita nel 1994 per cura dell'Istituto Storico della Resistenza di Cuneo, della Comunità Montana Valle Stura e del Sistema Bibliotecario delle Valli Cuneesi.
I materiali di quella mostra, organizzati e strutturati in una nuova forma espositiva e collocati nei locali del Comune di Valloriate, ne costituiscono infatti il nucleo principale.
Il Museo propone, attraverso fotografie, documenti e schede, un percorso di conoscenza storica sull'impatto che le guerre del quinquennio 1940-1945 hanno avuto nel territorio e sulla popolazione. Da un lato le guerre fasciste, dall'attacco alla Francia (10 giugno 1940) alla campagna contro la Grecia (28 ottobre 1940), all'aggressione alla Russia (giugno 1941), all'occupazione di parte della Francia (novembre 1942). Dall'altro, i venti mesi di guerra partigiana, che sono all'origine della Repubblica, della Costituzione e del nostro assetto democratico: mesi che trascorrono, con molte e complesse vicende, dal 12 settembre 1943 alla Liberazione. In questi luoghi nasce con la Banda "Italia Libera" il nucleo dirigente e organizzativo delle future formazioni GL. Valloriate offre ospitalità e sistemazione logistica ai partigiani, e due valloriani (Gino Renaudo e Nino Monaco) diventano figure di spicco dell'organizzazione militare fin dai primi mesi della Resistenza.
Fin dal momento della sua costituzione il Museo ha arricchito la mostra (prevalentemente fotografica e documentaria) con oggetti, reperti, testimonianze capaci di dare testimonianza concreta, materiale, a quegli eventi. Gavette e attrezzi militari, ricordi di guerra di chiamati al fronte, ma anche resti di bombe e di lanci alleati paracadutati sul territorio di Valloriate, fino a una mitragliatrice nascosta dai partigiani all'epoca del grande rastrellamento di aprile 1944, danno un'idea delle condizioni materiali in cui si muovevano soldati e partigiani.

2. Negli stessi locali del Comune si vanno raccogliendo, con donazioni delle stesse famiglie di Valloriate, oggetti e strumenti della vita contadina e montanara, che ricordano abitudini, modi di produzione e di vita quotidiana praticati a lungo nella comunità, prima di diventare "popolo che manca" a causa di un inarrestabile processo di emigrazione. Quasi un Museo senza nome, ma certo un omaggio a una civiltà ormai tramontata che è importante ricordare.

3. Il Museo e Laboratorio del Castagno, collocato presso il Centro Polifunzionale (di fronte al Comune, al di là del torrente), raccoglie schede illustrative e documentazione sulla principale attività produttiva tradizionale - la coltura del castagno, iniziata a metà Seicento - e si collega alle raccolte di oggetti tradizionali conservate nel Comune con la presenza di elementi d'arredo delle scuole di montagna (un tempo presenti nelle borgate Sapè e Mutta): coniuga così elementi del passato e del presente, in quest'ultimo caso con una prospettiva di studio e scientifica (collegamento con l'Università di scienze forestali di Torino.

4. Più vasto è infine l'ultimo momento "museale", quello del paesaggio naturale e umano costituito dalle borgate, dalle costruzioni isolate ("chabot", "porti"), dalle reti di sentieri e punti d'acqua, oltre che naturalmente da almeno tre cime che costituiscono punti panoramici eccezionali: il Tajaré, l'Alpe, il Beccàs di Mezzodì. In questi luoghi si intrecciano due vicende, quella della civiltà montanara e del suo intervento sull'ambiente, e quella più circoscritta nel tempo della Resistenza.
Il Museo diffuso nasce così per aiutare a "leggere" questi luoghi, raccontandone la doppia storia attraverso punti di informazione distribuiti sul territorio, in collegamento con le iniziative della Fondazione "Nuto Revelli" per la rinascita della vicina Paraloup.
Una rete di conoscenze, oggetti, informazioni, che nasce dal desiderio di una comunità - quella dei valloriani residenti, ma anche degli emigrati e di tutti coloro che amano questa Valle e più in generale la montagna - di prendersi cura, con la conservazione e la conoscenza, del territorio e della sua storia.

( A cura di Lucio Monaco )





 
15 fotografie presenti nell'album fotografico
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